|
giovedì, settembre 04, 2008
ABITARE NEONOMADE. I nuovi artisti dell’abitare hanno già cominciato ad assecondare le esigenze, i gusti, le manie di una generazione in movimento perpetuo. Stanno ricreando e reinventando gli spazi del vivere e del lavorare in base ai nuovi schemi della mobilità e della intercambiabilità degli ambienti. Mobili e stanze diventano rotanti, polifunzionali. Pareti e infissi nascondono fasci di fibre ottiche e terminazioni elettroniche. Si parla di dimore mutanti, malleabili a seconda degli inquilini che di volta in volta le abitano.
Gli impieghi temporanei, il lavoro mobile, di squadra e, soprattutto, il telelavoro spingono a riorganizzare gli spazi e reinventare gli ambienti. Il prototipo di questa impostazione è quello che è stato definito il modello “cave & commonsâ€, ovvero tana e spazi comuni. Negli uffici, ma soprattutto nelle abitazioni private, l’esigenza fondamentale è quella di stabilire un equilibrio tra spazi privati e spazi condivisi, tra ambienti lavorativi e oasi di relax, tra privacy e aggregazione, in continuo gioco di ridefinizioni. I tavoli/scrivanie, così come gli armadi/schedari diventano elementi flessibili e su ruote, capaci di adattarsi alle diverse situazioni e di creare configurazioni polifunzionali. “Nella casa tutte le stanze sono diventate ‘living rooms’, soggiorni da vivere in modi diversi; le distinzioni circa le loro destinazioni d’uso sono ora definite dalla scansione dei tempi di una giornata; oggi persino la stanza da bagno ha un televisore incorporato e vi ci si può portare il cellulareâ€, rileva Michael Trudgeon , del network australiano di Crowd
mercoledì, luglio 16, 2008
NEONOMADISMO: LEGGEREZZA. Sabbia, vetro e aria, ovvero silicio, fibre ottiche e radiotelefonia. Il futuro in versione digitale è senza peso, si esprime attraverso flussi di bit, onde elettromagnetiche, nanotecnologie e spostamenti virtuali.
Ma c'è un altro tipo di leggerezza, quella psicologica di chi può concedersi di viaggiare attraverso la vita con il bagaglio ridotto all'essenziale. Materialmente il nomade globale possiede ben poco. La sua ricchezza si limita a neuroni, sinapsi, elaborazioni mentali: gioielli leggeri, tesori intrecciati con le maglie del Sapere globale, dell'apprendimento permanente, della creatività multiforme. Il suo capitale è sé stesso: o meglio, l'impalpabilità dei suoi processi cerebrali. Niente ingombranti status symbol: non farebbero che appesantire, problematizzare e ridurre la libertà della sua mutevole esistenza. In termini di beni materiali, quando si può avere tutto – tutto il mondo in diretta, tutto lo scibile a portata di un clic di mouse - non si ha più bisogno di nulla. Gli aborigeni australiani, nomadi per eccellenza, pensavano addirittura che la proprietà fosse dannosa, salvo quella che si poteva portare con sé camminando. Tradotta ai giorni nostri, questa saggezza antica permea il modo in cui i neonomadi sfruttano al meglio le tecnologie portatili e gli invisibili network di comunicazione globale: sono queste ora le “vie dei canti†lungo cui dipanare il racconto della propria generazione e delineare le mappe di future erranze. Scambiando con i propri simili doni utili, come può fare il Chatwin postmoderno grazie al network di FON (www.wi-fihotspotlist.com, con cui si consente la condivisione delle proprie connessioni wi-fi potendo, in cambio, approfittare di quelle altrui quando si è in giro per il mondo) o a Free Hot-Spot, la rete globale degli accessi wi-fi gratuiti.
giovedì, maggio 15, 2008
NEONOMADISMO: PLURIDENTITA' E METAMORFOSI. E’ un po’ come il cubo di Rubik: nella sua essenza il neonomade è un mosaico sfaccettato e poliedrico, composto da molte identità ; ovunque si ritrovi a vivere e a operare, sa che potrà richiamare in sé l'identità corrispondente, quella che meglio entra in sintonia con il genius loci, sia esso reale o virtuale. Nel momento in cui le nuove tecnologie riducono la realtà fisica del pianeta annullando le distanze, la realtà psicologica si espande, in un complesso gioco di rimandi e intuizioni. Così, nel neonomade metamorfosi non significa perdita d'identità ma adattamento costante ai nuovi habitat, ai saperi multipli, agli eterogenei mondi con cui si interagisce. Metamorfosi non significa nemmeno camaleontismo ipocrita: non si nasconde la propria vera identità per sfruttare a proprio vantaggio le circostanze; semplicemente, non si ha più una sola identità in cui riconoscersi ma si vive attraverso una rotondità di identità molteplici, tutte ugualmente importanti. Non fa molta differenza per un neonomade instaurare rapporti d’affari a Parigi o a Tokyo, con imprenditori locali o con un creativo del digitale: e questo non perché è un mago del business ma perché, nella maggior parte dei casi, comprende e accetta le culture di riferimento: francese e giapponese, istituzionalizzata e alternativa.
D'altra parte, come sarebbe possibile mantenere un rigido atteggiamento uni-forme quando dalla cultura dell'aut aut
siamo da tempo passati all'opzione multipla? Basta entrare in un supermercato: qualsiasi prodotto viene ora offerto declinato in innumerevoli versioni, rimanendo sempre, in sostanza, la stessa cosa. Persino per fare la spesa conviene possedere una natura "a mosaico" e superare definitivamente gli elementari dualismi della tradizione occidentale: sé/altro, mente/corpo, cultura/natura, maschio/femmina, civilizzato/primitivo, giusto/sbagliato.
martedì, marzo 25, 2008
Ed eccomi qui, dunque, a parlare di carisma e ispirazione innovativa nell'era di Internet e neonomadismo.
A questo url trovate l'estratto di una chiacchierata-intervista con Elisabetta Pasini, studiosa della complessità contemporanea e analista di trend emergenti, in procinto di pubblicare un libro su "Aziende e Carisma".
Il link è questo: http://marcominghetti.nova100.ilsole24ore.com/2008/03/un-nuovo-appunt.html
giovedì, febbraio 21, 2008
E' il blog - più in chiave personal-familiare - che ci sta seguendo in questa nostra avventura agli antipodi. Qui troverete le nostre impressioni "a crudo", in tempo reale, mescolate a tutte le problematiche che inevitabilmente sorgono ogni volta che si cerca di adattarsi a un nuovo sistema, e a tutte le disillusioni legate allo svelamento, giorno dopo giorno, di una realtà che non è più velata dal mito dell'altrove. O, in questo caso, dal mito dell'Australian Way of Life.
Lo trovate a questo link:
http://web.mac.com/aridag/Site/Blog/Blog.html
mercoledì, febbraio 06, 2008
Siamo sbarcati nella terra dei canguri, a guardare per qualche tempo (almeno un annetto) il mondo a testa in giù.
Ormai "quasi" stabilizzati (ovvero trovato casa, preso possesso di una macchina, collegati fissi e mobili con telefoni e Internet, trovato scuola per i bambini), abbiamo dato vita al blog di "Oceaneide", un osservatorio su come vanno le cose a queste latitudini: Australia e dintorni (che da queste parti vanno dalla Polinesia all'Indonesia, passando per la Nuova Zelanda).
In pratica vi racconteremo come vediamo (e come vedono gli australiani) la vita e le cose da quaggiù.
Alcune cose saranno racconto di (nostra) vita vissuta in prima persona (compreso qualche inconveniente che gioco forza si è parato e si parerà dinanzi durante la residenza in Ozzie) altre saranno osservazioni un po' più a largo spettro, fra il politico e il sociale, fra il costume e l'economia. Ma sempre finalizzate a tracciare il quadro di una regione che a detta di tutti nei prossimi 5/10 anni acquisirà sempre maggior rilevanza man mano che il baricentro del potere si sposterà verso il Pacifico.
Il blog di "Oceaneide" lo trovate qui: http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/giornalisti/hrubrica.asp?ID_blog=127
mercoledì, dicembre 26, 2007
NEONOMADISMO E CONTAMINAZIONI. Mescolando, fondendo, reinterpretando le conoscenze e le ispirazioni che vengono da secoli di sperimentazioni umane e da un'infinità di culture altre, il neonomade contribuisce a creare le basi per un possibile, nuovo Rinascimento planetario. A forza di contaminazioni tra generi, discipline e saperi, i nuovi “erranti†finiscono per assumere i tratti di personaggi leonardeschi polivalenti, capaci di introdurre una molteplicità di interessi e di innesti all'interno di vecchi e nuovi mondi, reali quanto virtuali. Come dimostra il collettivo di artisti di Second Front (http://slfront.blogspot.com), il primo gruppo internazionale di Performance Art su Second Life (l’equivalente di Fluxus in ambiente digitale): artisti, accademici, curatori di musei sparsi in varie città del mondo (da Vancouver a New Orleans a Milano) che hanno deciso di sperimentare le potenzialità espressive - con tanto di veri e propri sabotaggi artistici - del mondo virtuale 3D più in voga del momento. Ne offrono un bell’esempio anche gli studenti e i docenti dell’Opera di Pechino, che hanno messo in scena una versione orientale dei “Miserabili†di Victor Hugo, mescolando gli stili recitativi e i combattimenti acrobatici tipici del teatro tradizionale cinese con i tempi e gli elementi coreografici di un musical di Broadway, il tutto sulla base di una trama europea. Il successo è stato immediato e ha richiamato schiere di giovani fan, spesso mai avvicinatisi al teatro dell’Opera.
E’ con approcci di questo tipo che si può interpretare la ricchezza delle specificità culturali, contrastando gli effetti di una globalizzazione intesa come dirompente omologazione. Non è detto dunque che finiremo tutti a ingolfarci di hamburger e film trash hollywoodiani: la creolizzazione dei gusti e degli stili rema controcorrente, così come ogni forma creativa di contaminazione.
lunedì, novembre 05, 2007
NEONOMADISMO E NEO-TRIBU'. Se un tempo le tribù erano realtà fondamentalmente chiuse, ripiegate su se stesse, sorrette da regole e rituali che non potevano venir messi in discussione, oggi le neotribù nomadi sono aperte, fluide, flessibili; sono microcosmi in cui uomini e idee possono muoversi secondo il principio dei vasi comunicanti, in perpetua osmosi tra il dentro e il fuori. Le nuove tribù sono tante e multiformi, nascono e muoiono spontaneamente. Si aderisce all’una o all’altra per comunanza d’intenti o d’interessi, non per obbligo sociale: luogo di provenienza, status, età non sono più criteri determinanti per far parte di un gruppo o per formarlo. Stiamo passando da una società d’appartenenza a una società d’adesione.
E’ da queste neotribù che prendono vita iniziative come i barcamp, i social network su Internet, gli eventi online e offline (virtuali e fisici) che fungono da aggregatori di persone ed esperienze come quelli promossi da “Italians online†(il network di italiani nel mondo, www.italiansoline.net), dai fondatori di “Pecha Kucha†(www.pecha-kucha.org) o da Rick, il primo “geogeek†a definirsi tale: http://glowork.ning.com.
E’ in questi caravanserragli mobili, spesso giocati su appuntamenti estemporanei in varie metropoli del mondo, che i nuovi nomadi s’incontrano, si riconoscono e lasciano che la loro creatività si esprima ed evolva grazie a una mutua fertilizzazione. Per quanto attive siano le frequentazioni virtuali sui vari network online, questi incontri fisici sono infatti fondamentali. “La verità è che vedersi, parlarsi, incontrarsi di persona conta ancora moltissimoâ€, dice Kathy Sierra, fondatrice di una delle più vaste community di creatori di siti web, il Java Ranch (www.javaranch.com), “Gli strumenti digitali di connessione rendono il contatto fisico ancora più desiderabile. Abbiamo amici sparsi per il globo più di quanto ci sia mai accaduto (alcuni neanche mai visti) e vorremmo entrare in contatto diretto con tutti loroâ€.
giovedì, agosto 30, 2007
Nomads in Canada.
Abbiamo appena attivato il nostro blog canadese, che ci seguirà nel nostro on the road tra Québec e British Columbia. Cercheremo di aggiornarlo il più frequentemente possibile, dove troveremo la connessione. Check it out! www.nomads.it/canada
Città future - e neonomadi. Abbiamo curato un intero dossier sulle città che possono essere additate come pioniere fra gli aggregati urbani che si porranno alla guida del XXI Secolo.
Fra fantasie da Mille e Una Notte alla Dubai e la via ecologista newyorkese, la rigenerazione di città quali Montreal e Buenos Aires e gli esperimenti sino-capitalisti di Macao, lo speciale fornisce una mappa dei punti dove - nel bene o nel male - si stanno concependo i modelli urbanistico-sociali prossimi venturi. Potete leggerlo integralmente scaricandovelo da qui: http://www.nomads.it/continua.php?cod=1221&pagina=7
giovedì, giugno 21, 2007
Sul primo numero (giugno 2007) del nuovo mensile "S+" allegato alla Stampa è apparso il primo appuntamento di una rubrica curata da Arianna dedicata al suo cavallo di battaglia storico: il neonomadismo. Ogni mese viene affrontata una parola chiave diversa: dopo una breve introduzione in cui se ne spiegano le relative implicazioni a livello esistenziale e professionale, vengono presentate quattro esperienze esemplificative raccolte dai quattro punti cardinali del pianeta. Nel primo appuntamento si è parlato di "neotribù", nel secondo (in uscita sabato 23 giugno) si parla di "pluridentità e metamorfosi".
Il 28 giugno a Milano arriva alla sua terza edizione Frontiers of Interaction (progetto ideato da Leandro Agrò, www.idearium.org, e Matteo Penzo, www.uxnet.org), una giornata di full immersion multimediale nelle più avanzate frontiere dell'interazione tra umani e macchine.
Segnaliamo la presenza di Jeffrey Schnapp dello Stanford Humanities Reseach Lab; di David Kirsh, docente di cognitive Science alla UCSD; e di Takanori Shibata, padre di PARO, il robot più 'terapeutico' al mondo. Stefano parteciperà alla tavola rotonda pomeridiana su "Progettare tra reale e virtuale". Per ulteriori informazioni: http://81.29.209.139/?page_id=2
martedì, maggio 08, 2007
Islam e Occidente sotto il velo. Il 14 maggio alla Cattolica di MIlano è prevista una conferenza della
scrittrice Samina Alì, autrice del romanzo "Madras on Rainy Days". Titolo della conferenza:
Negotiating Muslim and American Borders: The Experience of Samina Alì.
L'autrice è nata in India, a Hyderabad, da una famiglia di indiani musulmani trasferitasi a New York quando lei aveva solo sei mesi. Per vent'anni è cresciuta vivendo sei mesi negli Usa e sei mesi in India, seguendo un doppio percorso scolastico.
Nel suo romanzo Samina Alì racconta la storia di una 19enne la cui identità è intrappolata fra due mondi, quello islamico e quello occidentale. Cresciuta da famiglia indiana islamica negli Usa, torna in India per andare in sposa attraverso un matrimonio combinato a un giovane connazionale, che si rivelerà essere gay. Uno sguardo fresco, disincantato e non convenzionale sulla condizione della donna nell'India islamica, sulle differenze tra Islam arabo e Islam indiano, sull'identità femminile in India e in Occidente, sui rapporti tra i sessi e quelli tra culture diverse.
Sarà interessante ascoltare le parole di Samina e porgerle le tante domande che verranno in superficie.
Facoltà di Scienze linguistiche e Letterature straniere, Cattedra di relazioni internazionali, alle ore 16,30, aula Bauosola G 003, Largo Gemelli, 1 Milano
Interverranno: Arianna Dagnino, giornalista e scrittrice, Francesco Rognoni, docente di lingua e letteratura inglese. Coordina i lavori: Vittorio Emanuele Parsi, docente di Relazioni internazionali
martedì, aprile 03, 2007
E' toccante leggere "Il mio Iran" di Shirin Ebadi (premio Nobel per la pace): tutte quelle vite spezzate perché cercavano una strada verso la libertà, la democrazia, il riconoscimento della dignità femminile...
La frase che sintetizza la lotta di Shirin Ebadi credo sia questa: "... una verità che ho imparato vivendo e che riecheggia nella storia delle donne iraniane attraverso i millenni: la parola scritta è lo strumento più potente che possediamo per proteggerci, sia dai tiranni sia dalle tradizioni... " La parola, a quanto pare, fa paura di qua come di là dell'Atlantico. A causa dell'embargo nei confronti dell'Iran, Shirin Ebadi ha scoperto che non avrebbe potuto pubblicare la sua autobiografia negli Usa, a causa di una legislazione federale che proibisce l'uscita di "materiali non pienamente creati e già in essere" dall'Iran, anche quando si tratti di libri. In pratica, scrive la Ebadi, "io potevo pubblicare la mia storia negli Stati Uniti, ma sarebbe stato illegale per un agente letterario, per un editore o un curatore americano aiutarmi, e ugualmente illecito per una casa editrice pubblicizzare il mio lavoro". In Iran c'è la censura. Chi l''avrebbe mai detto che ci fosse anche a Washington?"si chiede il premio Nobel. La Ebadi ha portato avanti per questo un'azione legale negli Usa, per abolire norme che, a suo parere, "riflettevano anche quanto fossero intricati e disastrati i rapporti fra Stati Uniti e l'Iran... La mancanza di uno scambio schietto rimane un'abitudine pericolosa per i due Paesi... L'ideologia e il mutuo sospetto giocano un grosso ruolo nella spaccatura in atto, tanto quanto la realpolitik, e tutto ciò rende indispensabile uno scambio di idee e fondamentale l'accesso alle rispettive culture, per assumere un atteggiamento che superi la retorica ufficiale". Nel 16 dicembre 2004 il ministero del Tesoro Usa emendò le norme che regolavano le pubblicazioni di opere scritte da cittadini di Paesi sottoposti a sanzioni. In Iran cosa è successo nel frattempo?
Come sostiene la Ebadi, "La cosa più importante è che l'Occidente continui ad attirare l'attenzione sul problema delle lotte per i diritti umani in Iran", la quale afferma anche: "Non è la religione a vincolare le donne, ma i precetti selettivi di chi le vuole costrette all'isolamento. Quel credo, insieme con la convinzione che i cambiamenti in Iran devono arrivare per una via pacifica e dall'interno, ha sostenuto il mio lavoro".
lunedì, aprile 02, 2007
 Neonomadismo su Wikipedia. Ora sulla grande enciclopedia del web c'è anche una voce italiana dedicata al "neonomadismo". www.wikipedia.it
|
|