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lunedì, ottobre 04, 2004
Nomadismo letterario. Avendo poche possibilità - con due bimbi piccoli - di grandi trasferimenti fisici, cerco sollievo in grandi viaggi letterari. Ho trovato pane per la mia insaziabile curiosità (in questo caso della cultura ebraica e di Israele) nella lettura di Amos Oz, "Una storia di amore e di tenebra" (Feltrinelli). Si tratta in sostanza della sua autobiografia in versione romanzata. Allego qui una citazione sul valore della lettura e della letteratura:
"... lo spazio che il buon lettore preferisce ricavarsi mentre legge non è quel terreno che sta fra lo scritto e il suo autore, bensì fra lo scritto e noi stessi, ..., non fra i personaggi della storia e gli scandali scovati nella vita dell'autore, bensì fra i personaggi della storia e l'io di te, quello segreto, quello pericoloso e disgraziato, folle e criminoso, la creatura spaventosa insomma che tieni imprigionata sempre nel profondo di te stesso, nella cella di isolamento più buia, così che nessuno al mondo possa mai sospettarne l'esistenza...
questo è il potere consolatorio dei libri, di fronte al dramma dei nostri più inconfessabili segreti..."
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