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lunedì, novembre 29, 2004
"Società felici" ? No, semmai “responsabili”.
La felicità è un concetto troppo generico per essere adottata come valore cardine della società futura. La felicità come promessa, come sogno, come aspirazione di vita è un altro bello slogan per la prossima campagna di marketing o elettorale. Troppo facile trasformarlo in uno specchietto per le allodole in mano a politici, direttori marketing e pubblicitari.
Invece di avere la famiglia felice del Mulino Bianco adesso abbiamo un’intera società felice. Una società che consuma felicemente.
Preferirei che si parlasse di una società futura impegnata semmai a sviluppare congiuntamente e in modo armonico le 3C “Competenza, Creatività , Consapevolezza” (consapevolezza come presa di coscienza delle proprie responsabilità personali e sociali – responsabilità della propria vita e di quelle altrui). Puntando al “recupero” di un grande valore: quello della famiglia e del ruolo che essa gioca nella creazione di individui sani, creativi, capaci di sviluppare i propri talenti e potenzialità . Non si può demandare sempre tutto alle istituzioni (o alle multinazionali)
Semmai sono le aziende che dovrebbero puntare tutto sulla felicità piuttosto che sul profitto, rincorrendo il progetto di un’economia sostenibile. La loro attività dovrebbe “veramente” servire per far vivere dignitosamente e in modo soddisfacente i loro collaboratori e le loro famiglie, invece di pensare di gonfiare i portafogli titoli degli azionisti.
Smantellando l’ipocrisia di tutte quelle realtà che ora si buttano nel non profit pensando così di essere divenute “socialmente utili”: aziende che elargiscono donazioni per i bambini in difficoltà e poi magari non cosentono ai loro dipendenti il part-time perché questi possano davvero seguire i propri figli.
venerdì, novembre 26, 2004
Il ritorno dei valori. Se ne parlerĂ il 29 novembre alle 18.30 in occasione della presentazione del libro di Francesco Morace, "SocietĂ felici. La morte del post-moderno e il ritorno dei grandi valori" (Scheiwiller). Io e Stefano siamo stato chiamati, insieme ad altri esponenti della cultura e dell'impresa, a dibattere criticamente il tema. Con un focus particolare sulla "modernitĂ radicale come ipotesi di lavoro per il futuro".
Indirizzo: Sito di Brera (via Melone 2), Milano.
mercoledì, novembre 24, 2004
Un tè per pensare. Abbiamo avuto con noi a pranzo in cascina (fra le risaie) Rudy Rucker, matematico, computer scientist e scrittore cyberpunk. Certi personaggi bisogna osservarli nelle loro azioni quotidiane per cercare di capire il modo in cui funzionano le loro menti. A un certo punto, dopo pranzo, il suo sguardo si è perso sulla sua tazza di tè fumante. “Questi sono alcuni dei miei momenti migliori”, ha detto, “Mi piace osservare il fumo controluce (fuori c’era una giornata strepitosa e dalla finestra i raggi del sole illuminavano la scena in maniera perfetta). E’ uno dei miei soggetti di studio: ha esattamente quel comportamento che non è casuale ma risponde a una tale complessità di sollecitazioni e fattori da renderlo del tutto imprevedibile, come lo scorrere dell’acqua in un torrente, o come il lavorìo dei nostri neuroni”. Se ne è stato zitto per un po’, mentre finivo di cambiare la piccola Morgana, e infine se ne è uscito con questa considerazione: “E’ probabile che la mia tazza di tè contenga più intelligenza computazionale della mia mente”.
Per sapere cosa gli è rimasto impresso del suo pranzo nella cascina lombarda basta andare sul suo blog , alla data del 23 novembre
lunedì, novembre 22, 2004
La vita in un anello. Moderare al Futurshow 3004 l'incontro con Rudy Rucker , matematico e computer scientist della Silicon Valley nonché scrittore di fantascienza padre del movimento cyberpunk, è stato gratificante. Tanto "food for thought" (cibo per la mente) in meno di mezza giornata. Se ne è uscito fuori con una serie di stravaganti idee - tipo il "blog-ring" dotato di microtelecamera con fish eye - su come registrare e riportare al meglio tutte le nostre esperienze più meritevoli di essere tramandate ai posteri. Troverete commenti ulteriori a riguardo sul suo blog, nelle date dal 18 al 20 novembre:
venerdì, novembre 12, 2004
Rete & Politica. E' finalmente in libreria Disobbedienza civile elettronica (Apogeo) dell'australiano Graham Meikle. Il saggio, di cui Stefano Gulmanelli ha scritto la prefazione e curato la traduzione, l'aggiornamento e l'editing, è parente prossimo di " PopWar . Il NetAttivismo contro l'ordine costituito" e un must per capire cosa può essere l'uso politico della Rete. Ulteriori info nella scheda che stiamo preparando per il nostro " sito, nomads.it
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