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lunedì, novembre 05, 2007
NEONOMADISMO E NEO-TRIBU'. Se un tempo le tribù erano realtà fondamentalmente chiuse, ripiegate su se stesse, sorrette da regole e rituali che non potevano venir messi in discussione, oggi le neotribù nomadi sono aperte, fluide, flessibili; sono microcosmi in cui uomini e idee possono muoversi secondo il principio dei vasi comunicanti, in perpetua osmosi tra il dentro e il fuori. Le nuove tribù sono tante e multiformi, nascono e muoiono spontaneamente. Si aderisce all’una o all’altra per comunanza d’intenti o d’interessi, non per obbligo sociale: luogo di provenienza, status, età non sono più criteri determinanti per far parte di un gruppo o per formarlo. Stiamo passando da una società d’appartenenza a una società d’adesione.
E’ da queste neotribù che prendono vita iniziative come i barcamp, i social network su Internet, gli eventi online e offline (virtuali e fisici) che fungono da aggregatori di persone ed esperienze come quelli promossi da “Italians online” (il network di italiani nel mondo, www.italiansoline.net), dai fondatori di “Pecha Kucha” (www.pecha-kucha.org) o da Rick, il primo “geogeek” a definirsi tale: http://glowork.ning.com.
E’ in questi caravanserragli mobili, spesso giocati su appuntamenti estemporanei in varie metropoli del mondo, che i nuovi nomadi s’incontrano, si riconoscono e lasciano che la loro creatività si esprima ed evolva grazie a una mutua fertilizzazione. Per quanto attive siano le frequentazioni virtuali sui vari network online, questi incontri fisici sono infatti fondamentali. “La verità è che vedersi, parlarsi, incontrarsi di persona conta ancora moltissimo”, dice Kathy Sierra, fondatrice di una delle più vaste community di creatori di siti web, il Java Ranch (www.javaranch.com), “Gli strumenti digitali di connessione rendono il contatto fisico ancora più desiderabile. Abbiamo amici sparsi per il globo più di quanto ci sia mai accaduto (alcuni neanche mai visti) e vorremmo entrare in contatto diretto con tutti loro”.
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