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mercoledì, luglio 16, 2008
NEONOMADISMO: LEGGEREZZA. Sabbia, vetro e aria, ovvero silicio, fibre ottiche e radiotelefonia. Il futuro in versione digitale è senza peso, si esprime attraverso flussi di bit, onde elettromagnetiche, nanotecnologie e spostamenti virtuali.
Ma c'è un altro tipo di leggerezza, quella psicologica di chi può concedersi di viaggiare attraverso la vita con il bagaglio ridotto all'essenziale. Materialmente il nomade globale possiede ben poco. La sua ricchezza si limita a neuroni, sinapsi, elaborazioni mentali: gioielli leggeri, tesori intrecciati con le maglie del Sapere globale, dell'apprendimento permanente, della creatività multiforme. Il suo capitale è sé stesso: o meglio, l'impalpabilità dei suoi processi cerebrali. Niente ingombranti status symbol: non farebbero che appesantire, problematizzare e ridurre la libertà della sua mutevole esistenza. In termini di beni materiali, quando si può avere tutto – tutto il mondo in diretta, tutto lo scibile a portata di un clic di mouse - non si ha più bisogno di nulla. Gli aborigeni australiani, nomadi per eccellenza, pensavano addirittura che la proprietà fosse dannosa, salvo quella che si poteva portare con sé camminando. Tradotta ai giorni nostri, questa saggezza antica permea il modo in cui i neonomadi sfruttano al meglio le tecnologie portatili e gli invisibili network di comunicazione globale: sono queste ora le “vie dei canti” lungo cui dipanare il racconto della propria generazione e delineare le mappe di future erranze. Scambiando con i propri simili doni utili, come può fare il Chatwin postmoderno grazie al network di FON (www.wi-fihotspotlist.com, con cui si consente la condivisione delle proprie connessioni wi-fi potendo, in cambio, approfittare di quelle altrui quando si è in giro per il mondo) o a Free Hot-Spot, la rete globale degli accessi wi-fi gratuiti.
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